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Anniversario liberazione di Arezzo: "San Polo"

 Lunedì sera ho portato il labaro dell'ANPI di Sansepolcro alla commemorazione della strage di San Polo.
Momenti del genere onorano la memoria di queste vittime innocenti, ma sono anche una possibile occasione di incontro per incontrare studiosi, apprendere ulteriori notizie, alimentando con nuovi contenuti quei tradizionali appuntamenti dove l'aspetto celebrativo e commemorativo prevale al punto da apparire come l'espressione lontana e astratta di un principio che sostituisce la memoria alla giustizia.
Tutti sappiamo come la storia italiana sia stata attraversata da un buon numero di stragi dove, a partire da quelle nazifasciste, la giustizia umana ha fallito clamorosamente e dove segreti di stato e segreti investigativi abbiano impedito ai familiari delle vittime l'accesso a notizie e addirittura di essere informati (come sarebbe stato loro diritto) che ci fossero delle indagini in corso relative alla morte dei loro cari.
Spesso al sentimento di giustizia si è risposto parzialmente elargendo indennità o parziali risarcimenti i cui costi sono stati, come solitamente accade, dal lavoro di un'intera comunità nazionale, senza toccare minimamente le responsabilità dirette e indirette.
Per quanto riguarda le stragi nazifasciste compiute dopo l'8 settembre, gli investigatori inglesi e americani raccolsero un'enorme mole di testimonianze con nomi di ufficiali, sottufficiali, reparti di appartenenza,... ma questi quasi settecento fascicoli, consegnati all'allora governo italiano, dovettero attraversare un periodo di latenza lungo 50 anni che, di fatto, ha impedito ogni azione penale, se si esclude le stragi delle Fosse Ardeatine e Marzabotto.
Davanti all'incapacità manifestata dallo Stato italiano nel rendere giustizia ai propri cittadini, alcuni anni fa una sessantina di senatori propose un disegno di legge che prevedeva alcune misure di equa riparazione a favore dei familiari delle vittime, un indennizzo forfettario che corrispondeva ad un'ammissione di colpa da parte dello Stato.
Da anni quel d.d.l. è fermo in commissione di esame e, tra nuovi governi e nuove finanziarie, nessuno crede che tale legge vedrà la luce, nè in questa legislatura né mai.
Ho provato a sottoporre il testo del disegno di legge 548 del 2006 (che segue quello analogo del 2003) all'attenzione di un parlamentare, la cui risposta immediata è stata: - Beh, lei sa come funzionano i disegni di legge...
Nel senso che i disegni di legge sono fatti per rimanere tali.
Di fronte all'esautorazione del Parlamento nella funzione legislativa sancita dall'art. 70 della Costituzione, assistiamo ogni giorno ad un grande numero di decreti emanati dall'esecutivo che rispondono anche ad una generale tendenza verso legislature a direzione monocratica.
Continua purtroppo anche quell'autoreferenzialità della politica dove da sempre vige un mandato imperativo vincolato alle direzioni centrali del partito, malgrado la Costituzione dichiari, al contrario, la libertà del mandato (l'unico imperativo, semmai, dovrebbe essere la rappresentanza dei propri elettori).

scritto da A. Bertocci

Pubblicato il 21/7/2008 alle 18.35 nella rubrica Testimonianze Storiche.

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