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Massimiliano Maria Kolbe

 

Massimiliano Maria Kolbe (Zdunska-Wola8 gennaio 1894 – Auschwitz14 agosto 1941) fu un presbitero e santo polacco.

Frate francescano conventuale, si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia, destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Massimiliano Maria Kolbe

Nel mese di maggio 1941 fu arrestato dalle SS e portato nel campo di prigionia di Auschwitz.

Alla fine del mese di luglio dello stesso anno un uomo del block di Kolbe era riuscito a fuggire dal campo: per rappresaglia i tedeschi selezionarono dieci persone della stessa baracca per farle morire nel bunker della fame.

Quando uno dei dieci condannati, Francesco Gajowniczek, scoppiò in lacrime dicendo di avere una famiglia a casa che lo aspettava, Kolbe uscì dalle fila dei prigionieri e si offrì di morire al suo posto. In modo del tutto inaspettato, lo scambio venne concesso. I campi di concentramento erano infatti concepiti per spezzare ogni legame affettivo e le azioni "generose" non erano accolte volentieri.

Dopo 2 settimane senza acqua né cibo nel bunker, visto che quattro dei dieci condannati, tra cui Kolbe, erano ancora vivi, furono uccisi con una iniezione di acido fenico.

Dopo la sua morte la madre riportò un episodio che Massimiliano le raccontò quando aveva circa 10 anni: disse che gli era apparsa la Vergine Maria con due mazzi di fiori, uno rosso ed uno bianco, chiedendogli quale volesse; il bambino disse che li voleva tutti e due. Alla mattina, svegliandosi, li trovò entrambi sul suo cuscino. Il mazzo bianco rappresentava una vita pura al servizio di Dio, quello rosso il sangue che avrebbe sparso con il martirio. Vedendo la sua vita a posteriori si può dire che ha avuto gli aspetti caratterizzati dai due mazzi di fiori.

Francesco Gajowniczek riuscì a sopravvivere ad Auschwitz e morì nel 1995.

Kolbe fu beatificato il 17 ottobre 1971 da papa Paolo VI e canonizzato il 10 ottobre 1981 da papa Giovanni Paolo II, suo conterraneo. Il giorno della canonizzazione, papa Wojtyla nell'omelia lo definì «santo martire, patrono speciale per i nostri difficili tempi, patrono del nostro difficile secolo» e «martire della carità». A questa cerimonia era presente anche Francesco Gajowniczek.

Pubblicato il 31/3/2008 alle 14.41 nella rubrica Giusti tra le nazioni.

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