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Più di mille giovedì

 Senza grida arrivano lente
dalle lacrime non sembrano tante
ma dagli occhi diresti un milione
è la forza di chi c'ha ragione

Per terra uno zero che non conta niente
ma resti lontano dal cerchio, sergente!
unite dall'odio per le nostre divise
temibili, forti, vincenti e derise

arriveranno fin qui
coi mille e più Giovedì
e i loro circoli in terra
bianco cammino di guerra

Un fazzoletto alla testa
altro che mille bandiere…
non riusciremo a fermare i ricordi, sergente
perché non hanno frontiere

- e allora cosa facciamo?

ciechi sordi e muti staremo
non si dirà proprio niente…
mi ha capito sergente?
né sulle loro memorie
né sulle macabre storie...
...poi l'avviserò io.

- ma potrei giurar che non c'ero e se c'ero dormivo e dormiva anche Dio!

Io le credo, davvero, sergente
un po' meno mi fido di Dio
ma rimane la storia del cerchio
e la gente col suo borbottio…

Si sussurra di monache sante
di un aereo e di morte volante
pare abbiano prove del salto…

Le ha mai viste sfilare dall'alto?
Sembra proprio un vecchissimo ballo
od un lento e lugubre giglio,

le vedesse sergente che guaio:

petali bianchi che piangono un figlio.

- ma ti giuro figliuolo non c'ero, ho l'anima linda che niente la sporca
ero ricco potente ma poi la sfortuna… e ora vogliono me sulla forca?


Si figuri che io neanche esistevo, sergente!
E la fortuna per noi nasce morta:
siamo in tanti a vent'anni lavando via merda
dalla nostra bandiera già sporca.

Ma arriveranno fin qui
coi mille e più Giovedì
e i loro circoli in terra
bianco cammino di guerra

Un fazzoletto alla testa
altro che mille bandiere…
non riusciremo a fermarle, sergente
perché non hanno frontiere.

Pubblicato il 31/3/2008 alle 11.41 nella rubrica Canzoni.

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