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Tra i rami della sera

 Comandante, ora che hai lasciato il tuo sguardo
sul fumo che vibrava
e coperto le macerie
con un mantello di menzogne
dove porterai il tuo cannone?
Dove hai nascosto  la primavera tiepida?
E dov’è finito
Il fiore bianco  che oscillava
nel vento con le bandiere spiegate?
Forse lo hai calpestato
con gli stivali dell’orgoglio.
Comandante, la tua guerra ha inaridito anche gli alberi !
Nascosto tra i rami della sera
ti allontani soffiando
verso tunnel  profondi
e cerchi superfici di luce nel buio
da conquistare con un breve cenno.
Hai lasciato due gocce
in un intenso mare rosso
per navigare incurante
verso la spiaggia degli indifferenti;
ma hai smarrito la strada:
le tue mappe sono diventate confuse
e vaghi nella penombra
di stanze piene di destini consumati
Comandante, non senti la guerra ridere beffarda?
Non osservare il cielo:
l’ultima stella è caduta ieri
e tu non hai neanche pianto.
Continua a vagare nella notte
che si consuma tra i ricordi
di un cuore gelido
come un mattino innevato.
Il rumore del vento che passa
è la musica per la tua marcia;
scruti nello specchio della nebbia
e intravedi figure  che ti chiamano
fingi di non vedere
e guardi  l’orizzonte che si chiude:
è  il tramonto che muore
con la sua luce  che crepita sottovoce
poi si affievolisce, infine si spegne
con un urlo soffocato
Comandante, la guerra uccide anche la luce!

Pubblicato il 18/3/2008 alle 18.44 nella rubrica Poesie contro la Guerra.

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