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2 aprile 2008
Albert Rapp
 Nacque il 16 novembre 1908 a Schorndorff, si laureò in legge all'Università di Tubinga.
Entrò nel Partito Nazionalsocialista il 1° dicembre 1931 e nelle SS il 1° giugno 1936. Venne nominato capo del Sonderkommando 7a (Einsatzgruppe B) nel febbraio 1942 e vi rimase sino al 28 gennaio 1943. 

Photo Albert Rapp
Klincy, Dobrush, Kletnja, Moglin, Nowosybkow, Potschjep, Slynka, Starodub, Trubtschewsk furono le località dove Rapp condusse i suoi uomini a caccia di ebrei, zingari e comunisti.
Soltanto tra il 6 ed il 30 marzo 1942 Rapp fece uccidere 1657 persone di cui 27 comunisti, 45 zingari e 1.585 ebrei.
Non sappiamo quante altre persone vennero massacrate durante il periodo di comando di Rapp.
Terminata la sua azione di massacratore venne trasferito a Berlino a capo dell'Ufficio VI-C dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich (RSHA). e, successivamente a capo del Servizio di Sicurezza di Braunschweig.
Dopo la guerra si sottrasse alla giustizia sino al 1965 anno in cui venne condannato all'ergastolo da un tribunale di Essen in Germania.



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2 aprile 2008
Sigmund Rascher
 Sigmund Rascher nacque il 12 febbraio 1909 a Monaco di Baviera.
Nel 1936 si laureò in medicina e divenne ben presto vice primario in chirurgia presso l'ospedale di Schwabinger.
Si era iscritto sin dal 1933 al Partito Nazista e nel 1936 era entrato a far parte delle SA. Sposatosi con una intima amica di Heinrich Himmler, Karoline Diehl, riuscì ad entrare nel 1939 nelle SS.


I rapporti stretti della moglie con Himmler gli aprirono una rapida carriera.
Nel 1942 venne inviato nel campo di concentramento di Dachau dove condusse gli esperimenti sull'alta quota e sulla resistenza al congelamento per conto della Luftwaffe prima e poi per conto dello stesso Himmler. Questa attività gli aprì le porte della carriera accademica.
Nel marzo del 1944 era già docente universitario a Strasburgo. Ambiziosissimo e senza alcuno scrupolo morale aveva denunciato suo padre alla GESTAPO per attività antinazista.
Sua moglie non gli era da meno: ormai ultraquarantenne (aveva 15 anni più del marito) aveva dichiarato di aver messo al mondo tre figli. Il fatto aveva attirato l'attenzione della stampa tedesca e aveva innalzato Karoline a "madre tedesca esemplare". In realtà i tre bambini erano figli della sua cameriera Heidi e del falegname Fritz Meyerhold.
Nel 1944 Rascher fu inquisito per aver avuto commerci illegali nel campo di Dachau. Arrestato dal capo della polizia di Monaco von Eberstein venne rinchiuso nel campo di Dachau ed espulso dalle SS.
Contemporaneamente veniva scoperta anche la truffa della moglie Karoline che, arrestata, venne internata nel campo di concentramento di Ravensbruck e qui impiccata.
Rascher sopravvisse sino al 1945. Il 26 aprile - mentre le truppe americane stavano entrando a Dachau - venne fucilato dalle SS prima di ritirarsi.



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2 aprile 2008
Hans Albin Rauter
 Nacque il 4 febbraio 1895 a Klagenfurt in Austria. Nel 1933 si iscrisse al Partito Nazionalsocialista austriaco compiendo una folgorante carriera sino al grado di SS-Obergruppenfuhrer. 

Il suo primo incarico fu nelle SA dove, dal 1933 al 1935, si occupò di assistenza ai nazisti austriaci fuggiti dal loro Paese e riparati in Germania. .
Divenne successivamente ufficiale di Stato Maggiore di Himmler tra il giugno 1936 ed il novembre 1938.
Fu poi a Breslau come capo delle SS locali sino al settembre 1940.
Dopo l'invasione dell'Olanda venne nominato capo supremo delle SS e della Polizia dell'Olanda occupata rimanendo in questa carica sino all'8 maggio 1945.
Figura di primo piano nella eliminazione degli ebrei olandesi fu agli ordini di Arthur Seyss-Inquart Commissario del Reich per l'Olanda occupata. Operò in modo spietato e crudele insieme ai suoi collaboratori Wilhelm Harster e Karl Schongart.

Alla fine della guerra Rauter venne arrestato mentre era in ospedale per i postumi delle ferite subite in un attentato (che costò 263 vittime fucilate per rappresaglia) a Eustin una località tedesca al confine con la Danimarca. Consegnato agli olandesi venne processato e fucilato il 25 marzo 1949.



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2 aprile 2008
Franz Novak
 Nato a Wolfsberg in Austria nel 1913 sin dal 1929 era iscritto alla Hitlerjugend, l'organizzazione giovanile nazista.
Nel 1933 si iscrisse al Partito Nazionalsocialista. Nel luglio 1934 partecipò al tentativo di colpo di Stato durante il quale venne assassinato il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss. Per sottrarsi all'arresto fuggì in Germania e l'Austria gli tolse la cittadinanza.
A seguito della annessione dell'Austria nella Germania nazista nel 1938 Novak rientrò a Vienna dove venne assegnato al locale ufficio del controspionaggio (SD) divenendo membro dell'Ufficio Centrale per l'Emigrazione Ebraica (Zentralstelle fur Judische Auswanderung) diretta da Adolf Eichmann e creata per favorire l'emigrazione ebraica dall'Austria.

Photo Franz Novak

Quando un ufficio con gli stessi compiti venne fondato a Praga, Novak seguì Eichmann nel nuovo incarico.
La carriera di Novak rimase indissolubilmente legata a quella di Eichmann tanto che quando quest'ultimo venne trasferito a Berlino nell'RSHA e nominato capo dell'Ufficio IV-B-4, lo seguì.
Novak venne incaricato di curare i rapporti con le ferrovie tedesche e assicurarsi il reperimento dei treni destinati ai campi di concentramento. Nel 1944 assunse un ruolo di spicco nell'operazione di deportazione degli ebrei ungheresi nei campi di concentramento. Dopo la guerra entrò in clandestinità assumendo un nome falso.
Nel 1957 riassunse le sue vere generalità.
Soltanto nel 1961 a seguito della testimonianza di Eichmann durante il processo di Gerusalemme Novak venne arrestato dalla polizia austriaca.
Nel 1964 venne condannato a otto anni di prigione ma nel 1966 l'Alta Corte austriaca lo assolse. Venne nuovamente processato nel 1969 e condannato a nove anni. Infine, processato per la quarta volta nel 1972, venne condannato in via definitiva a 7 anni di carcere.
Venne scarcerato sei anni dopo con l'abbuono di un anno per "buona condotta".





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2 aprile 2008
Irmgard Huber
 Irmgard Huber nacque il 9 luglio1901 ad Attel Reisach. Nel 1920 e fino al 1929 lavorò nell’opsedale psichiatrico di Gabersee in Baviera. A partire dal 1930 e sino al 1932 presso una istituzione cattolica di Berlino Wilmersdorf e poi in un altro istituto religioso a Marienruhe e come infermiera privata a Storkow. Dal 15 marzo 1932 trovò impego nell’Istituto di Hadamar lavorando tra il 1939 ed il 1940 all’ospedale militare. Dal novembre 1940 sino al luglio 1942 fu coinvolta nella eliminazione dei malati mentali nell’ambito della operazione T4. Continuando a uccidere poi sino al 1945 sotto la direzione del dottor Wahlmann. Arrestata dagli americani venne processata e condannata a 25 anni di prigione poi ridotti a 12 nel 1951. Nel marzo 1947 fu procesata da una corte tedesca e condannata a 8 anni. Rimase detenuta nel carcere di Bruchsal, Landsberg e Lech sino al 1953. Scarcerata tornò nel suo paese di Attel Reisach dove risultava residente nel 1965


Irmgard Huber in divisa da infermiera
Irmgard Huber durante le inchiesta.

Irmgard Huber ipiange
Irmgard Huber piange per il suo destino durante il processo.





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2 aprile 2008
Hans Heinrich Lammers
 Nacque nel 1879 e rappresenta l'incarnazione dei burocrati del Terzo Reich che con il loro lavoro permisero e facilitarono il processo di distruzione.
Non fu un nazista della prima ora: aderì al partito soltanto nel 1932 quando ormai l'ascesa di Hitler appariva prevedibile.
Venne assai presto nominato da Hitler Capo della Cancelleria nel 1933. Questa posizione era assolutamente strategica.
La Cancelleria era infatti l'anello di collegamento tra Hitler e i vertici dei ministeri. Ovviamente Lammers rappresentava il mediatore indispensabile per avvicinare il Führer. Ogni provvedimento legislativo doveva avere la sua supervisione comprese ovviamente le leggi antiebraiche.
La mentalità burocratica fu però anche il limite di Lammers. Ligio a principi di "legalitarismo" e alla cultura giuridica tedesca si trovò sempre più in difficoltà di fronte alla crescente ideologizzazione del sistema di governo. Lammers - come la struttura tradizionale del governo ereditata dal regime parlamentare - entrò in crisi alla fine degli anni Trenta.
Pur nella sua posizione Lammers stesso trovava sempre più difficile incontrare e discutere con Hitler. Nel 1942 ebbe solo 39 colloqui con il Führer, nel 1943 addirittura 18. A partire dal 1941 il suo potere venne gradatamente scalzato da quello di Martin Bormann





Lammers in due momenti del processo di Norimberga

Di fatto il regime aveva creato - come scriveva Neumann già nel 1942 - "una forma di società in cui i gruppi dirigenti controllano direttamente il resto della popolazione, senza la mediazione di quell'apparato razionale, sebbene coercitivo, fino ad allora conosciuto come Stato". In questa società Lammers non aveva più un ruolo di potere effettivo.
Alla fine della guerra venne processato per aver contribuito in modo decisivo alla stesura delle leggi razziali.
Condannato nel 1949 a 20 anni, la pena venne ridotta a dieci nel 1951 dall'Alto Comando degli Stati Uniti .
Venne definitivamente scarcerato nel 1954. Morì nel 1962.



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2 aprile 2008
Radu Lecca
 

Nato 1902 fu un personaggio centrale nel progetto di distruzione degli Ebrei romeni. Fu un fervente nazista e - probabilmente - una spia stipendiata da Berlino.
Già nel 1935 era corrispondete per diversi giornali tedeschi come il Volkischer Beobachter e l'agenzia di stampa tedesca Deutsches Nachrichtenbüro.
Fece anche parte del partito antisemita fondato da Alexandru Cuza. Sin dal settembre 1940, quando il Maresciallo Antonescu spodestò il re Carol II venne nominato capo della segreteria del Primo ministro.
Per un certo periodo fu anche capo dei servizi di sicurezza.
Dopo l'eliminazione dal governo della "Guardia di Ferro" venne nominato ufficiale di collegamento con l'ambasciata tedesca. Nell'ottobre 1941 venne nominato plenipotenziario per la questione ebraica in Romania. In questo incarico lavorava a fianco a fianco con Gustav Richter (l'SS inviata da Eichmann in Romania per predisporre la deportazione degli Ebrei) e agli ordini del ministro degli interni Miahi Antonescu.
Controllava l'attività dell'organo di "autogoverno" degli ebrei, la "Centrala" e sovrintendeva alle deportazioni degli Ebrei verso la Transnistria. Nell'estate del 1942 un suo burrascoso incontro a Berlino con i responsabili per la deportazione del ministero degli Esteri nazista fu il prretesto per una svolta. Il governo Antonescu infatti bloccò il piano di deportazioni che avrebbe dovuto iniziare il 15 settembre 1942. Lecca continuò a collaborare con Richter ma con sempre meno entusiasmo. Soprattutto venne utilizzato per inviare informazioni inesatte ai tedeschi che si fidavano di lui.
Lecca si arrichì con i beni sequestrati agli ebrei e fu l'organizzatore della deportazione in Transnistria che causo centinaia di migliaia di morti.
Arrestato dopo la guerra venne condannato all'ergastolo ma liberato dopo pochi anni.
Morì nel 1980.




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29 marzo 2008
José López Rega
 
José López Rega mentre passeggia con Isabelita Perón
José López Rega mentre passeggia con Isabelita Perón

José López Rega (Buenos Aires17 ottobre 1916 – Buenos Aires9 giugno 1989) è stato un politico argentino.

Biografia

Sua madre morì dandolo alla luce, a Buenos Aires. Sì sposò a 27 anni, e nel 1944 entrò nella polizia. Con l'aiuto del capo della polizia Filomeno Velazco entrò nel corpo di guardia del palazzo presidenziale, la Casa Rosada, sede dell'esecutivo di governo.

Prima del ritorno di Perón in Argentina

Nel 1951 incontrò Victoria Montero, che lo introdusse alle pratiche esoteriche, egli divenne così un membro della massoneria. Frequentando la casa della Montero egli incontrò, nel 1965, Isabelita, la terza moglie di Juan Domingo Perón. Essendosi conquistato la sua fiducia egli fu inviato in Spagna, dove Perón era in esilio, per lavorare al suo seguito, e in breve divenne suo segretario particolare. Divenne in quel periodo membro della loggia massonica golpista italiana P2. Era anche conosciuto, per la sua passione per l'esoterismo, col soprannome di "Stregone".

In Argentina con Juan Domingo e Isabelita Perón (1973-1976)

Ritornato in Argentina nel 1973 per conto di Perón, quando Héctor José Cámpora fu democraticamente eletto presidente, egli fu nominato ministro per lo stato sociale. Quando poi fece ritorno lo stesso Perón, Rega, tramite l'organizzazione terroristica da lui fondata, la Alianza Anticomunista Argentina, organizzò un massacro di sostenitori di sinistra di Perón (Massacro di Ezeiza), segnando una svolta nei rapporti tra la destra e la sinistra peronista, contrapponendosi, come rappresentante della prima delle due fazioni, a Héctor José Cámpora. Molti rappresentanti della sinistra radicale lo accusarono apertamente della strage dell'aeroporto di Ezeiza, e lo stesso Perón, che durante il suo esilio in Spagna aveva appoggiato i guerriglieri della sinistra peronista che si battevano per lui, fu criticato perché ormai era nelle mani della destra e di López Rega. Vi fu una crisi di governo e Cámpora rassegnò le dimissioni. Il nipote di Lopez Rega, Raúl Alberto Lastiri, anch'egli membro della P2, divenne presidente ad interim e organizzò le elezioni. Il 23 settembre 1973 Perón, candidato con le destre, vinse con il 62% dei voti, nominando vice presidente sua moglie Isabelita, che gli successe alla sua morte, e Rega come ministro. In quel periodo finanziò illegalmente la sua Tripla A con fondi destinati al suo ministero.

Dopo il rovesciamento di Isabelita (1976-1989)

Il 24 Marzo 1976, Isabel Perón fu deposta da un colpo di stato militare, e la giunta ora al potere organizzò da subito la guerra sporca, un piano di brutale repression edi ogni opposizione politica. Lopez Rega viaggiò all'estero, dalla Spagna alls Svizzera, dove visse fino al 1986. Poi, scoperto da un fotoreporter, fuggì alle Bahamas, visitando spesso Miami. Arrestato negli Stati Uniti, fu estradato in Argentina, per rispondere dei crimini perpetrati dalla sua Tripla A. Morì a Buenos Aires nel 1989 in attesa di processo.

La Tripla A

Questa organizzazione paramilitare anticomunista agì come un vero e proprio squadrone della morte, seminando terrore e alzando il livello dello scontro tra i gruppi armati di sinistra e quelli di destra. Il suo operato era teso a destabilizzare il clima democratico per fungere da pretesto per un interbvento dei militari nella vita politica del paese. Eliminò anche molti suoi oppositori politici, persone importanti e carismatiche, rendendo instabili e acefale le organizzazioni di sinistra. Spianò la strada alla dittatura del 1976 e alla guerra sporca.

La P2

Rega, da sempre appassionato di esoterismo, ma anche abile tessitore di nere trame politiche, era membro della loggia massonica P2, che influì parecchio durante il colpo di stato del 1976 e la successiva dittatura in Argentina. Erano membri di questa anche Emilio Eduardo Massera, membro della giunta di Videla, e Raúl Alberto Lastiri.




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29 marzo 2008
Emilio Eduardo Massera
 

Emilio Massera e Jorge Rafael Videla

Emilio Eduardo Massera (Paraná19 ottobre 1925) è un ex militare argentino.

Fu capo di Stato Maggiore della marina militare e tra i maggiori responsabili del colpo di Stato del 1976. Fece parte della prima fra le giunte che governarono il paese dal 1976 al 1981, artefice del Processo di Riorganizzazione Nazionale fu condannato più volte per le violazioni dei diritti umani commesse durante tale periodo. Fu inoltre membro della loggia massonica golpista P2.

Carriera militare

Entrò nel 1942 alla scuola militare navale dell'Argentina. Dopo il 1946 studiò negli Stati Uniti, dove strinse alleanza con la C.I.A. e apprese le tecniche e le metodologie per reprimere e respingere il "pericolo comunista". Tornato in Argentina scalò le gerarchie militari, fino a quando nel 1974, dopo il pensionamento coatto di molti ufficiali attuato dal governo, venne nominato ammiraglio e capo di stato maggiore della marina militare argentina.

Nel 1976 promosse attivamente e prese parte (assieme a Jorge Rafael Videla, Leopoldo Galtieri e Orlando Ramón Agosti) al colpo di stato che rovesciò Isabelita Peron.

Fu tra i più crudeli repressori del dissenso nel paese. Fu il principale responsabile della sparizione e morte di 30.000 civili argentini. Diresse la ESMA (Escuela de Mecánica de la Armada), uno dei più grandi centri di detenzione, tortura e sterminio degli oppositori al regime. Fece rapire e massacrare soprattutto giovani ragazzi minorenni, studenti, professori, intellettuali, operai, sindacalisti, operatori umanitari e religiosi terzomondisti. I suoi rapporti con la chiesa cattolica e Papa Giovanni Paolo II furono sempre di cordiale intesa. Dichiarò che la crisi dell'umanità era da imputare a Sigmund Freud, Albert Einstein e Karl Marx (non a caso tutti e tre ebrei), i quali, con le loro opere, minavano l'integrità e la dignità della civiltà occidentale e cristiana. La sua ideologia era una mistura di bieco anticomunismo, nazifascismo e antisemitismo, di matrice religiosa, bigotta, conservatrice e nazionalista. Suo fedele e crudele collaboratore fu Alfredo Astiz.

Le condanne

Dopo la caduta del regime militare si candidò alle elezioni del 1983, ma fu arrestato ed inquisito per la sparizione e la morte di Fernando Branca, marito dell'amante di Massera. Nel 1985 fu giudicato colpevole di violazione dei diritti umani, assassinio, tortura e privazione illegale della libertà. Fu condannato all'ergastolo e degradato con infamia dall'esercito. Nel 1990 un'amnistia del presidente Menem fece decadere la sua condanna, ed uscì di prigione fino al 1998, quando fu accusato di crimini contro l'umanità, per aver ordinato fucilazioni illegali, sparizioni, assassinii, torture, detenzioni illegali in campi di concentramento e sterminio, sequestri di minorenni e lanci di prigionieri vivi nell'oceano.

L'impunità

I processi a suo carico furono sempre paralizzati, inoltre nel 2004 fu colpito da un aneurisma cerebrale, che impedisce di procedere contro di lui per motivi di salute. Sono bloccate anche le richieste di estradizione di tribunali italiani, tedeschi, francesi e spagnoli, che lo hanno condannato in contumacia.

Massera e la P2

Il nome dell'ammiraglio Massera figura nella lista degli appartenenti alla P2, loggia massonica con intenti golpisti ed anticomunisti fondata da Licio Gelli. Tramite questa loggia e tramite Licio Gelli molti industriali italiani ad essa affiliati si garantivano scambi commerciali, esportazioni e contratti multimiliardari con l'Argentina, alla quale l'Italia vendeva armi e offriva sostegno politico. La P2 fu scoperta dalla polizia italiana nel 1981, essa annoverava tra i suoi membri personalità come José López Rega (fondatore della famigerata Alianza Anticomunista Argentina) e Silvio Berlusconi.




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29 marzo 2008
Leopoldo Galtieri
 

Leopoldo Fortunato Galtieri Castelli (Caseros15 luglio 1926 – Buenos Aires12 gennaio 2003) fu un militare argentino, fra coloro che cospirarono contro il presidente Isabel Martínez de Perón e che parteciparono al colpo di stato del 1976.

Galtieri faceva parte della junta militare di governo diretta dal generale Jorge Rafael Videla, che sospese le garanzie costituzionali, dissolse le associazioni politiche e sindacali e mise in atto un meccanismo di repressione senza precedenti. Fu dittatore e presidente del paese dal 22 dicembre 1981 al 18 giugno 1982.

Leopoldo Galtieri

Galtieri era il figlio di una coppia di lavoratori argentini discendenti, a loro volta, da poveri immigranti italiani. Nel 1943, all'età di 17 anni, si arruolò all'accademia militare argentina per studiare come ufficiale nel ramo dell'ingegneria civile. Sette anni più tardi, grazie alla sua abilità, si era conquistato il grado di ingegnere combattente, e nel 1975, dopo più di 25 anni di servizio nell'esercito, era infine divenuto comandante dei corpi d'ingegneria argentini.

Fu un fervente sostenitore del colpo di stato militare del 24 marzo 1976, quando Jorge Rafael Videla prese il potere in Argentina rovesciando il presidente in carica Isabel Perón. Galtieri fu uno stretto collaboratore di Videla e si distinse per la dura repressione messa in atto durante il golpe, che gli permise di conquistare la sua fiducia, valendogli l'ascesa al titolo di maggiore generale nel 1977, e di generale supremo nel 1980.

Durante il governo della junta militare il parlamento e i sindacati furono sospesi, i partiti politici e i governi provinciali vennero vietati, e furono abolite tutte le garanzie costituzionali e sindacali, dando inizio a quella che sarà poi ricordata come la guerra sporca. Decine di migliaia di persone furono ritenute appartenenti all'ala sinistra "sovversiva", fatte arrestare, torturare, e "sparire" dalla società. Torture ed esecuzioni di massa erano all'ordine del giorno. L'economia, già malridotta prima del colpo di stato, recuperò per un breve periodo, quindi si deteriorò ulteriormente.

All'inizio del 1981 Galtieri visitò gli Stati Uniti d'America e fu ricevuto molto calorosamente dall'amministrazione Reagan, che vedeva nel suo regime un baluardo dell'anticomunismo. Il consigliere della sicurezza nazionale (National Security Advisor) Richard Allen lo descrisse come "maestoso generale" (majestic general).

Il 29 marzo 1981 Videla fu deposto dai militari del suo stesso regime, e sostituito da Roberto Eduardo Viola, il quale continuò il regime terroristico del suo predecessore, deponendo però tutti i suoi vecchi collaboratori, tra cui anche Leopoldo Galtieri, allontanato dalla politica a tempo indeterminato. Il governo Viola non mantenne però le promesse fatte e pagò poco i soldati, causando la ribellione dei militari e la deposizione di Viola stesso, che il 22 dicembre 1981 venne definitivamente sconfitto e sostituito da Leopoldo Galtieri, autoproclamatosi presidente a vita dell'Argentina, con poteri assoluti e la facoltà di scegliersi un successore.Presidenza [modifica]

Dal marzo 1982 Galtieri incrementò ulteriormente la ferocia del regime, e molte altre migliaia di persone furono uccise; i militari torturavano le persone in qualunque posto le trovassero: nei garage, nei bagni e persino nelle case. Le vittime tra il dicembre 1981 e il giugno 1982 furono all'incirca 9000 secondo i calcoli più modesti, mentre altre 30000 furono uccise durante la dittatura di Videla.

Galtieri mantenne il diretto controllo dell'esercito e non nominò un nuovo generale supremo. Tentò di riparare l'economia riducendo le spese pubbliche e vendendo fuori dal paese tutte le restanti industrie ancora di proprietà dello stato, comprimendo la riserva monetaria e congelando gli stipendi. Istituì riforme politiche limitate che portarono a forti espressioni di dissenso e dimostrazioni anti-junta, ben presto divenute manifestazioni comuni di chi auspicava un ritorno alla democrazia.

Operación Rosario

Tra il marzo e l'aprile 1982 in Argentina si susseguirono 5 manifestazioni (di cui 3 organizzate dai familiari dei desaparecidos), tutte represse nel sangue; la popolarità di Galtieri diminuiva inesorabilmente, mentre l'inflazione saliva alle stelle e il PIL scendeva all'11,45%. Per calmare gli animi e riconquistare consensi tra la popolazione, Galtieri, il 26 marzo dello stesso anno, decise di dare il via all'Operación Rosario, che prevedeva l'invasione delle Isole Falkland (chiamate Isole Malvinas dagli argentini). I militari argentini, guidati dall'ammiraglio Jorge Anaya, diedero inizio all'invasione il 2 aprile 1982, e in poco tempo vinsero la blanda resistenza dei 1800 isolani nativi delle Falkland.

Mappa delle isole Falkland
Mappa delle isole Falkland

Galtieri dichiarò le "Malvinas" una provincia dell'Argentina. Come previsto, gran parte della popolazione sembrò entusiasta di questo successo e le manifestazioni anti-junta furono sostituite da quelle patriottiche in suo favore. Ma le isole Falkland erano sempre state sotto la sovranità britannica e la Gran Bretagna e molti altri paesi in tutto il mondo condannarono l'annessione. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvò la Risoluzione 502, che faceva appello al ritiro immediato delle truppe argentine e all'immediata cessazione delle ostilità.

Galtieri, come molti osservatori, pensava che le forze armate del Regno Unito non sarebbero state in grado (perché troppo lontane o prive dei mezzi necessari) di contrastare il suo esercito. Tuttavia il Regno Unito era deciso a riconquistare le Falkland.

L'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan adottò un atteggiamento ambiguo, diviso tra la lealtà verso il tradizionale alleato britannico e i rapporti con il governo argentino (Stati Uniti e Argentina erano entrambi firmatari del "Rio Pact", che vincola i paesi membri alla reciproca assistenza). In marzo, il segretario di stato Alexander Haig, attraverso l'ambasciatore in Argentina, ammonì il governo del paese sudamericano a non dare il via all'invasione. Ronald Reagan richiese assicurazioni a Galtieri che non sarebbero state invase le isole e offrì l'opera mediatoria del vice presidente George H. W. Bush, ma la proposta venne rifiutata. L'amministrazione era divisa: Haig, il segretario alla difesa Caspar Weinberger e il vice segretario di stato per gli affari politici Lawrence Eagleburger erano favorevoli ad un deciso appoggio al Regno Unito, temendo che una posizione diversa avrebbe minato i rapporti tra i paesi NATO. Thomas Enders, vice segretario di stato per l'America Latina e Jeane Kirkpatrick, ambasciatrice all'ONU e avversaria di Haig, sostenevano al contrario che il supporto a Londra avrebbe minato l'impegno anticomunista in Sud America. Reagan disse di non capire la contesa "per quella sperduta terra ghiacciata", ma sostenne blandamente la posizione di Haig. Il segretario di stato intraprese una missione tra Londra e Buenos Aires, ma alla fine del mese di aprile, Reagan accusò l'Argentina del fallimento dei negoziati, dichiarò l'appoggio statunitense alla Gran Bretagna ed impose sanzioni economiche al paese sudamericano.

Alla fermezza di Margaret Thatcher sulla vicenda delle isole Falkland può dunque essere attribuita parte del merito della caduta della dittatura militare in Argentina e del ritorno della democrazia in quel Paese.

In seguito alle continue pressioni diplomatiche e a trattative infruttuose, il Regno Unito, con l'appoggio di USA e Nuova Zelanda, decise dunque di riprendersi le isole. La Guerra delle Falkland durò circa due mesi; un migliore addestramento e (in misura minore) un equipaggiamento superiore, servirono a controbilanciare il grande vantaggio numerico e geografico dell'Argentina: vi erano infatti oltre 10.000 soldati argentini nelle Falkland e il grosso del contingente britannico si trovava a 13.000 Km dalla zona di guerra. Come risultato i morti inglesi furono appena 255 e quelli argentini ben 632.

Nel giugno 1982, Port Stanley fu riconquistato e, nonostante le promesse di mitigamento della persecuzione degli oppositori, nessuno era più disposto ad ascoltare Galtieri che, il 18 giugno 1982, fu costretto a dare le dimissioni, dopo 6 mesi di sanguinaria dittatura.

Venne sostituito da Reynaldo Bignone, che in un primo momento si proclamò presidente a vita e continuò a perseguitare i propri oppositori, ma in seguito alle proteste dell'opposizione, nel 1983, fu costretto a permettere lo svolgersi di libere elezioni. Bignone perse nettamente e al suo posto venne eletto il radicale cinquantaseienne Raul Alfonsin. L'Argentina era infine tornata alla democrazia.

Processo

Nel 1985 Leopoldo Galtieri fu processato da una corte militare per violazione dei diritti umani e, nel mese di maggio dell'anno seguente, venne condannato all'ergastolo. I tre appelli successivi (questa volta di fronte ad una corte civile) non servirono a cambiare l'esito del processo. Galtieri rimase in prigione fino al 1991, anno in cui il presidente Carlos Menem (sotto la pressione dei militari) gli concesse l'indulto, liberandolo da ogni accusa.

Nel luglio 2002 Galtieri fu nuovamente imputato in accuse civili riguardo il rapimento di bambini, la scomparsa di 18 simpatizzanti di sinistra verso la fine degli anni '70 (mentre era comandante del secondo corpo dell'esercito) e la scomparsa (o morte) di tre cittadini spagnoli risalente allo stesso periodo. A processo concluso, Galtieri fu posto agli arresti domiciliari.

Malato di cancro al pancreas, morì per un attacco di cuore il 12 gennaio 2003, all'età di 76 anni.




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Curiosità
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IL CANNOCCHIALE