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AntifascismoResistenza
4 aprile 2008
Silvio Trentin


Silvio Trentin (San Donà di Piave11 novembre 1885 – Treviso12 marzo 1944) è stato un partigiano e giurista italiano, docente universitrio di diritto amministrativo.

Figlio di un possidente agricolo, fino agli 11 anni visse nella residenza di famiglia a San Donà. Aveva 2 fratelli: Giorgio (nato nel 1881) e Bruno (nato nel 1892).

Nonostante la perdita del padre, a 7 anni, Silvio ebbe forte solidarietà dalla famiglia. Lo zio paterno, Antonio Trentin, ricco possidente e filantropo, si assunse la tutela della famiglia del fratello. Aiuti alla famiglia vennero anche dagli zii materni Alberto Cian e Vittorio Cian. Alle scuole elementari, Silvio Trentin incominciò ad avere una visione patriottica e liberale della storia d'Italia. Dal 1896 al 1903 frequentò il liceo ginnasio "Canova" di Treviso, da dove però fu espulso nel 1903, per comportamento troppo esuberante.

Nell' autunno del 1903 Silvio Trentin incominciò il suo ultimo anno di liceo al "Marco Foscarini" di Venezia, frequentato soprattutto dall'alta borghesia. Il 9 dicembre 1904 si iscrisse all'università di Pisa per studiare Legge.

Laureatosi in legge, sotto la guida di Giovanni Vacchelli, che lo considerava suo allievo prediletto facendogli pubblicare uno scritto prima ancora della laurea, divenne in breve docente di diritto amministrativo nelle università di Pisa, Camerino e Venezia.

I suoi scritti riguardarono vari aspetti del diritto pubblico e del diritto amministrativo.

Si ritirò spontaneamente dall'insegnamento nel 1925, in quanto strenuo oppositore del fascismo, non accettando l'obbligo di giurare fedeltà al regime e difendendo l'assoluta autonomia dell'individuo e dell'insegnamento rispetto al nascente regime. Riparò quindi nel sud della Francia, a Auch, dove continuò ad occuparsi privatamente di diritto. Nonostante fosse lontano dagli ambienti dei rifugiati politici italiani a Parigi, Silvio Trentin era sempre considerato un punto di riferimento per l'antifascismo. Militò dapprima nel Partito repubblicano italiano e nella Lega italiana dei diritti dell'uomo, quindi nella Concentrazione antifascista e in Giustizia e Libertà.

Per sostenersi, lavorò per alcuni anni come manovale in una tipografia. In seguito al suo licenziamento, raccolti alcuni fondi presso amici, acquistò una libreria a Tolosa, dove si trasferì nel 1934. La libreria divenne ben presto un riferimento per gli intellettuali antifascisti e progressisti tolosani; durante la guerra civile spagnola servì da punto di collegamento da e verso la Spagna. Nella cantina della libreria furono tenute anche riunioni segrete e ospitati antifascisti e cospiratori.

Con la caduta di Mussolini, rientrò in Italia, a San Donà, a inizio settembre 1943. A quel tempo era già sofferente di problemi cardiaci. Dopo l'8 settembre si attivò per organizzare formazioni armate partigiane in Veneto, sempre come esponente di "Giustizia e Libertà", declinando un invito di Emilio Lussu a entrare nella direzione del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che si trovava a Roma.

Il 19 novembre fu arrestato dalla polizia fascista. Rilasciato a dicembre, fu ricoverato per l'aggravarsi della sua malattia cardiaca, che lo portò alla morte nel marzo 1944.

È il padre di Bruno Trentin, segretario generale della CGIL dal 1988 al giugno del 1994.

A Silvio Trentin sono intitolate, tra l'altro, il corso principale e una scuola elementare di San Donà di Piave, e una scuola media a Venezia Mestre.




permalink | inviato da Anpi Giovani Arezzo il 4/4/2008 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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