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AntifascismoResistenza
2 aprile 2008
Esperimenti sull'epatite virale
 Arnold Dohmen non apparteneva alle SS. Era un professore dell'Accademia di Medicina Militare. Collaborando con il professor Gildemeister dell'Istituto Robert Koch di Berlino era giunto alla conclusione che l'epatite virale si trasmette attraverso un virus e non un batterio. La scoperta attirò immediatamente l'attenzione delle SS. Ernst Robert Grawitz, capo del Servizio Medico delle SS, il 1° giugno 1943 scrisse immediatamente una lunga lettera ad Himmler:

Segreto militare

OGGETTO: Studio delle cause dell'epatite contagiosa (hepatitis epidemica)

All'Illustrissimo SS-ReichsfÙhrer H. Himmler Berlino:


ReichsfÙhrer, I'SS-BrigadefÙhrer dottor Brandt, Commissario generale del FÙhrer, mi chiede di aiutarlo nelle ricerche da lui promosse sulle cause dell'epatite epidemica, mettendo dei prigionieri a sua disposizione. Sinora tali ricerche sono state condotte da un medico militare, il dottor Dohmen, nell'ambito delle indagini patrocinate dall'Ispettorato dell'Esercito, con la partecipazione dell'Istituto Robert Koch. Si ™ giunti ora ad un risultato, in armonia con quello di altri studiosi tedeschi: l'epatite epidemica non viene trasmessa da batteri, bensl da virus. Queste deduzioni si basano sulle prove eseguite mediante inoculazione dall'uomo all'animale. Al fine di far progredire le nostre conoscenze, sarebbe opportuno seguire la via inversa, vale a dire l'inoculazione all'uomo di ceppi di virus coltivati. V'™ naturalmente la possibilitö che si verifichino decessi. I riflessi terapeutici, ma specialmente profilattici, dipendono da questi esperimenti. „ un passo necessario. Per esso, necessitano 8 prigionieri condannati a morte, possibilmente giovani, sui quali sperimentare nel lazzaretto del KL di Sachsenhausen. Mi rivolgo a Lei, Reichsführer, a che Ella decida:

A. se io posso dare l'ordine di procedere ai suddetti esperimenti;

B. se a Sachsenhausen questi esperimenti possono essere condotti dallo stesso medico militare dottor Dohmen.

Anche se il dottor Dohmen non appartiene alle Schutz-Staffeln, egli ™ tuttavia SA-FÙhrer e nostro camerata; in tal caso io lo autorizzerei in via eccezionale, ossia in nome della continuitö delle ricerche e dell'esattezza dei risultati. La questione riveste la massima importanza per i nostri soldati, soprattutto nella Russia meridionale. Infatti, negli anni passati sia nelle Waffen SS, sia nella Polizia e nella Wehrmacht, l'epatite si ™ diffusa al punto che molte compagnie sono rimaste per sei settimane senza il 60% dei loro effettivi. Se la cura viene realizzata tempestivamente e in modo adeguato, inoltre, la prognosi ™ abbastanza favorevole. Se riuscissimo a trovare un vaccino per la profilassi, l'intera questione rivestirebbe una grande importanza tattica.


Il 16 giugno 1943 Himmler rispondeva dichiarandosi d'accordo con Grawitz, ordinava che fossero posti a disposizione 8 ebrei polacchi di Auschwitz e autorizzava Dohmen ad operare a Sachsenhausen. La lettera venne inviata per conoscenza a Oswald Pohl. Così Dohmen iniziò a lavorare a Sachsenhausen. Le sue conclusioni "scientifiche" dovevano essere sottoposte al professor Kurt Gutzeit dell'Accademia di Medicina Militare e al professor Hageen dell'Università di Strasburgo. Inizialmente Dohmen si mostrò riluttante ad eseguire gli esperimenti su esseri umani ma. Gutzeit arrivò a minacciarlo e gli esperimenti iniziarono infettando 11 bambini ebrei. Il 24 giugno del 1944 Gutzeit scrisse una inquietante lettera al professor Haagen, un passaggio è particolarmente agghiacciante: "...desidero creare le condizioni ideali per eseguire l'experimentum crucis dell'inoculazione ad hominem. Bisognerà prendere alcune cautele, di cui per iscritto non posso parlare". Gutzeit informava Haagen che gli esperimenti si sarebbero tenuti il 15 luglio successivo, data nella quale Dohmen sarebbe stato distaccato presso di lui. Il 27 giugno 1944 Haagen rispondeva informando Gutzeit che gli esperimenti, volendo, si sarebbero potuti svolgere anche a Strasburgo. In breve tempo gli esperimenti vennero allargati al campo di Auschwitz e a Lipsia. Himmler rimase affascinato dal successo: ora che si conosceva l'origine virale dell'epatite si poteva senz'altro studiare un vaccino. Perciò venne impartito l'ordine di sperimentare anche sui detenuti di Buchenwald. 

foto: una confezione di fiale
La Bayer fu interessata alla maggior parte degli esperimenti condotti nei campi di sterminio. Le fiale del "Preparato Be 1034" furono sperimentate sui prigionieri dal dottor Vetter sui prigionieri.



permalink | inviato da Anpi Giovani Arezzo il 2/4/2008 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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