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AntifascismoResistenza
2 aprile 2008
Esperimenti su ossa, nervi e muscoli
 Durante lo stesso periodo nel quale vennero condotti gli esperimenti sui sulfamidici a Ravensbruck il professor Gebhardt e la sua "squadra" di medici assassini avviò un altro programma di ricerca.
Si trattava di studiare il processo rigenerativo delle ossa, dei nervi e dei muscoli. Verso la fine del 1942 Gebhardt presentò ai suoi assistenti un nuovo arrivato: il dottor Stumpfegger annunciando che a lui sarebbe stata affidata la responsabilità di questo nuovo ciclo di test. Il dottor Fischer venne incaricato di stendere un piano di ricerca. Queste operazioni consistevano fondamentalmente nel praticare incisioni nelle gambe delle prigioniere. Veniva rimosso chirurgicamente un pezzo di muscolo. Dopo una settimana veniva rimosso un altro pezzo di muscolo adiacente alla parte asportata. La dottoressa Oberheuser era incaricata della selezione delle prigioniere.


foto: Karl Gebhardt
Karl Gebhardt

Per quanto riguarda lo studio della rigenerazione delle ossa Stumpfegger (sempre coadiuvato da Fischer e dalla Oberheuser) rimuoveva parte della tibia della vittima e la reimpiantava in un'altra prigioniera. Circa una ventina di donne vennero sottoposte a queste assurde sperimentazioni. A selezionare le vittime era incaricato il dottor Schiedlausky.
La prigioniera polacca Maczka, incaricata come tecnica radiologa di assistere l'équipe, ricordò al processo di Norimberga circa 13 casi di operazioni sulle ossa. C'erano sostanzialmente tre tipologie: fratturazioni, trapianti e esperimenti di nuove tecniche di ingessatura. Su ogni vittima le operazioni potevano ripetersi anche 6 volte.
Nel suo affidavit Fischer ricorda uno degli esperimenti più orribili avvenuti su un prigioniero di nome Ladisch. Questi aveva subito l'asportazione della scapola e della clavicola a causa di un tumore. Fischer asportò clavicola e scapola ad una prigioniera polacca perfettamente sana e Stumpfegger eseguì il reimpianto su Ladisch. La ragazza venne uccisa dalla Oberheuser con una iniezione. Un'altra vittima, Wladislawa Karolewska, subì ben tre operazioni.
foto: Fritz Fischer
Fritz Fischer
Come risulta dalla testimonianza di Zophia Maczka sia le operazioni sui muscoli che quelle sulle ossa e sui nervi erano prive di alcuna serietà scientifica.
Il gruppo delle vittime (circa 75) comprendeva anche una ragazza polacca, Szophia Sokulska, che venne operata con la promessa che, alla fine dell'esperimento avrebbe potuto riabbracciare il figlioletto di 2 anni. In realtà il bambino era stato ucciso diverse settimane prima. La Sokulska venne operata da Schiedaulsky e dalla Oberheuser. Le vennero praticate tre incisioni al femore, alla tibia e al piede sinistro. Vennero prelevati tre tasselli di osso e al loro posto vennero impiantati tre tasselli di tessuto necrotico provenienti da un'altra prigioniera precedentemente infettata con la cancrena gassosa.
L'inutilità sadica di questi esperimenti è resa evidente dall'atteggiamento stesso dei medici. La Oberheuser voleva verificare se, senza il periostio, la rigenerazione ossea avesse luogo ugualmente. Già da tempo era stato stabilita l'impossibilità ma la Oberheuser lo asportava completamente.
Fischer
invece quando poteva si allenava praticando operazioni di ernia su prigioniere completamente sane.
Si arrivò addirittura a sottoporre due sorelle ad un innesto incrociato di tessuto osseo per verificare se tra consanguinei la rigenerazione presentasse differenze rispetto al normale.

foto: Herta Oberheuser
Herta Oberheuser

La testimonianza di Zophia Maczka

Riguardo agli esperimenti che hanno avuto luogo nel lager di Ravensbrück, furono effettuati fra l'estate del 1942 e l'estate del 1943. Gli esperimenti vennero condotti nell'ospedale del lager, sotto la direzione del professor dottor
Gebhardt, SS Brigadeführer.
Il professor
Gebhardt era a capo del sanatorio di Hohenlychen a Hohenlychen (Mecklenburg). Gli esperimenti si svolgevano con l'aiuto del Dott. Fischer, che era l'assistente del professor Gebhardt. C'era inoltre un altro assistente di cui non conosco il nome. Parteciparono al loro svolgimento i seguenti medici del lager: dottoressa Herta Oberheuser, dottor Rolf Rosenthal, dottor Schiedlausky; tutte le infermiere tedesche che erano impiegate in quel periodo nel lager e due prigioniere tedesche (Schutzhaftgefangene): Gerda Quernhein e Fina Pautz, prestavano assistenza.
Furono scelte le prigioniere politiche polacche in custodia protettiva giunte con i trasporti da Varsavia e da Lublino, in tutto ne vennero selezionate 74. Tutte coloro che furono scelte erano donne in buona salute e di buona costituzione. Molte erano studentesse. La più giovane aveva 16 anni, la più vecchia 48.
Gli esperimenti dovevano essere effettuati per scopi scientifici, ma non avevano niente a che fare con la scienza. Vennero effettuati in circostanze orribili. I medici ed il personale di supporto non era addestrato. Gli ambienti non erano né asettici né igienici. Dopo gli esperimenti, le pazienti venivano lasciate nelle stanze ancora sotto shock senza aiuto medico, senza l'aiuto di un'infermiera o qualsiasi controllo.
Le operazioni venivano fatte secondo la volontà dei medici con strumenti chirurgici non sterilizzati. Il dottor Rosenthal, che ha effettuato la maggior parte delle operazioni, si distingueva per il suo sadismo.
Verso la fine del 1943 gli esperimenti vennero effettuati nel "bunker" che era l'orribile prigione del lager. Le vittime venivano operate lì perché avevano cercato di opporsi e le operazioni venivano condotte nelle celle senza neppure lavare le parti del corpo che sarebbero state operate. Questa era "l'atmosfera scientifica" nella quale venivano effettuati gli esperimenti "scientifici". Tutti gli esperimenti erano effettuati sulle gambe e le pazienti venivano narcotizzate.
Gli esperimenti erano divisi in due gruppi principali:
1. Esperimenti che prevedevano l'infezione del paziente.
2. Esperimenti asettici sperimentali.
Nel primo caso veniva aperta una ferita nella gamba che successivamente veniva infettata con batteri. Vennero usati lo stafilococco aureo, il malignum dell'edema, il bacillo della cancrena gassosa e il tetano.
Weronika Kraska, infettata con il tetano morì dopo alcuni giorni.
Kazimiera Kurowska fu infettata con il bacillo della cancrena gassosa morì anche lei dopo alcuni giorni.
Con il malignum dell'edema furono infettate Aniela Lefanowicz, Zofia Kiecol, Alfreda Prus e Maria Kusmierczuk.
Le prime tre morirono dopo pochi giorni mentre Maria Kusmierczuk sopravvisse all'infezione. Rimase malata per più di un anno, oggi ma è viva ed è prova vivente.
Venivano utilizzati piretici (stimolanti della febbre) le ferite infettate provocavano velocemente la malattia.
Molte delle pazienti rimasero malate per mesi e quasi tutte rimasero zoppe.
PerchÈil professor
Gebhardt, con la sua formazione, effettuò questi esperimenti? Per esaminare i nuovi farmaci dell'industria chimica tedesca; principalmente vennero usati il cibazol e l'albucid. Anche il tetano venne trattato in questo modo. I risultati del trattamento non venivano controllati, o se veniva fatto la metodologia era inadeguata, superficiale, e di nessuna utilità.
Gli esperimenti asettici consistevano in operazioni sulle ossa, sui muscoli e sui nervi. Controllavo le ossa eseguendo le radiografie. Come addetta infatti avevo il compito di eseguire tutte le radiografie alle pazienti. Fu in questo modo che capii quanto stava accadendo.
Venivano effettuati i seguenti esperimenti:
(a) fratturazioni;
(b) trapianto dell'osso
(c) innesto dell'osso
Le ossa venivano rotte nella parte inferiore delle gambe con colpi di martello e successivamente venivano ingessate con delle pinze (per esempio Janiga Marczewska) o senza pinze (per esempio Leonarda Bien). Dopo diversi giorni veniva rimossa l'ingessatura e la gamba veniva lasciata così fino alla guarigione.
I trapianti venivano effettuati nel modo usuale, salvo che parti intere della fibula venivano tagliate, a volte con il periosteum, a volte senza periosteum. Un esempio tipico di queste operazioni è quella effettuata su Krystyna Dabska.
Per quanto riguarda gli innesti di ossa erano condotti da
Gebhardt e dai suoi collaboratori. Durante la fase preparatoria dell'operazione venivano inseriti due tasselli ossei nelle tibie di entrambe le gambe. In una seconda operazione ciascun tassello veniva asportato insieme alla parte di osso vicina e il tutto veniva portato alla clinica di Hohenlychen.
Come operazione supplementare all'espianto questo procedimento venne applicato a due prigioniere in custodia protettiva che - come conseguenza - contrassero una deformazione ossea di tipo osteomelitico. Non si trattava di due prigioniere polacche ma di una tedesca Maria Konwitschka che era Testimone di Geova e di una ucraina Maria Hretschana.
Gebhardt era interessato alla reazione.
Gli esperimenti sui muscoli consistevano in diverse operazioni svolte sempre sullo stesso punto nella parte alta o bassa delle gambe. Ad ogni ulteriore operazione venivano tagliati pezzi di muscolo sempre più ampi. Alle volte veniva impiantato un piccolo pezzo di osso nel muscolo (come accadde alla prigioniera Babinska).
Durante le operazioni ai nervi parte dei nervi stessi venivano rimosse (per esempio a Barbara Pytlewska).
E' stata raggiunta qualche risultato [scientifico]? No, affatto: gli esperimenti non sono stati controllati scientificamente e quando fu fatto regnava una estrema insufficienza nella analisi. Non so esattamente cosa facessero con questi pezzi di ossa, di muscoli e di nervi .
Qual'era il destino di quelle prigioniere che riuscivano a lasciare vive l'ospedale? Quasi tutte erano divenute zoppe e sopportavano terribili sofferenze come risultato delle operazioni. Ancora più terribile era la tortura morale inflitta perché da quel momento vivevano con la convinzione che alla fine sarebbero state tutte uccise per nascondere le prove degli esperimenti.
Le autorità del lager, il comandante Suhren, l'aiutante Braeuning e la soprintendente principale Binz, ricordavano attraverso i loro ordini alle vittime che non dovevano dimenticare di essere delle condannate a morte. Infatti ben 6 delle pazienti sopravvissute alle operazioni furono uccise.




permalink | inviato da Anpi Giovani Arezzo il 2/4/2008 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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