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AntifascismoResistenza
31 marzo 2008
Gino Bartali
 

Gino Bartali (Ponte a Ema18 luglio 1914 – 5 maggio 2000) è stato un ciclista italiano.


Costretto a lavorare come "topparo" (riparatore di ruote di biciclette), Gino svolse una attività in favore dei rifugiati ebrei, svolta dal settembre 1943 a giugno 1944, quando compì numerosi viaggi in bicicletta dalla stazione di Terontola-Cortona verso Assisi per trasportare documenti e foto tessere nascosti nei tubi del telaio della bicicletta, affinché una stamperia segreta potesse falsificare i documenti necessari alla fuga di ebrei rifugiati. Ricercato dalla polizia fascista, sfollò a Città di Castello, dove rimase nascosto da parenti ed amici cinque mesi.

Esistono però testimonianze di una adesione di Bartali alla GNR e alla Repubblica Sociale Italiana.

"Incontrai Gino Bartali alla caserma di Via della Scala a Firenze verso i primi mesi del 1944 , era in divisa della GNR milizia della strada . Lo salutai cordialmente come campione del ciclismo, ma soprattutto come camerata che non aveva rinnegato" Testimonianza in " il Merlo Giallo" e in "Centomila", settimanale, del 4 -10-49 che pubblica anche una lettera autografa di Bartali del 12 agosto 1943 che ringrazia un generale per il passaggio alla Milizia della strada.

Tale testimonianza, non ha però altri riscontri e per quanto riguarda la lettera del 1943, va detto che il 12 Agosto del 1943, Mussolini era agli arresti alla Maddalena (sarebbe stato trasferito a Campo Imperatore il 28 dello stesso mese), Il governo Badoglio non aveva ancora firmato l'armistizio, l'Italia non era ancora stata invasa dai tedeschi e il fascismo era totalmente allo sbando e non governava alcunché. Solo dopo l'invasione tedesca in seguito all'8 settembre, la liberazione di Mussolini del 12 settembre, sarebbe stata dichiarata il 23 settembre la Repubblica Sociale. Dunque il 12 Agosto Bartali faceva parte della Milizia stradale del Governo Badoglio.

Il 25 aprile del 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha consegnato alla moglie, la Signora Adriana, la medaglia d'oro al valore civile per aver aiutato e salvato tanti ebrei durante la Seconda guerra mondiale.




permalink | inviato da Anpi Giovani Arezzo il 31/3/2008 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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