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29 marzo 2008
Campo di sterminio di Chelmno
 

Il campo di sterminio di Chelmno (in tedesco: Vernichtungslager Kulmhof) era un campo di sterminio del regime nazista costruito durante la seconda guerra mondiale nei pressi della cittadina polacca di Chelmno nad Nerem (in tedesco: Kulmhof an der Nehr) situata circa a 100 chilometri a est di Poznan.

Chelmno fu il primo campo di sterminio a diventare operativo nel dicembre 1941, costruito per l'eliminazione degli gli ebrei provenienti dal ghetto di Lódz, distante solo 70 chilometri, in seguito ai programmi tedeschi di «arianizzazione» delle zone polacche del Warthegau entrate a far parte della Reich dopo l'invasione tedesca. Chelmno fu il primo campo ad utilizzare la «gassazione» per le uccisioni di massa.

Almeno 152.000 persone persero la vita nel campo, principalmente ebrei del ghetto di Lódz e delle vicinanze, ma anche Rom ed alcuni ebrei ungheresi, polacchi, cechi e prigionieri di guerra sovietici.

Il campo di sterminio, situato in un castello sulle rive di un fiume, fu operativo dall'8 dicembre 1941 all'aprile 1943 quando venne chiuso e il forno crematorio venne fatto saltare. Nella primavera 1944 venne riaperto per completare la liquidazione del ghetto di Lódz e nuovamente chiuso nell'autunno 1944, quando si preferì dirottare gli ebrei rimasti verso Auschwitz.

Il campo era gestito da un comando speciale delle SS chiamato Sonderkommando Kulmhof che operava l'uccisione dei deportati attraverso esalazioni di monossido di carbonio prodotte da grossi autocarri appositamente attrezzati. Il primo comandante fu Herbert Lange sostituito nel 1942 da Hans Bothmann. Le aree del campo erano due, una zona amministrativa con la caserma e i magazzini dei ben confiscati alle vittime e l'area di cremazione e sepoltura.

La descrizione del funzionamento del campo deriva da una testimonianza resa nel corso del suo processo da Adolf Eichmann, che visitò il campo negli ultimi mesi del 1942. Le persone venivano condotte al castello con treni e camion, provenivano dal ghetto di Lódz, o dal Warthegau, dalla Germania, Lussemburgo e altri paesi. Nel cortile del castello veniva loro detto che sarebbero stati disinfestati e lavati per poi essere portati in campi di lavoro in Germania. All'interno del castello venivano costretti a spogliarsi e poi condotti su una rampa che portava ad alle camere a gas. A differenza dei successivi campi di sterminio, Chelmno non diponeva di una camera a gas in installazione fissa ma di tre camere a gas mobili installate su appositi furgoni già impiegati per le operazioni degli Einsatzgruppen. La zona di carico degli autocarri era ermeticamente sigillata e delle tubazioni la collegavano ai gas di scarico prodotti dal motore. Le vittime erano obbligate a stiparsi nell'area di carico in numero di 50-70, la porta veniva sigillata e il motore del furgone acceso: la morte sopraggiungeva in 10-20 minuti a causa delle esalazioni di monossido di carbonio.

I corpi, già a bordo degli automezzi, venivano poi portati in un bosco e cremati.




permalink | inviato da Anpi Giovani Arezzo il 29/3/2008 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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